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In considerazione di ciò, noi dovremmo andare verso un sistema che potenzi i SAI (Servizio Accoglienza e Integrazione) e riduca i CAS, con l’intento di promuovere una accoglienza più parcellizzata e umana a dispetto delle modalità in monopolio che disumanizzano e favoriscano l’isolamento, con l’auspicio che venga contemporaneamente incentivato il potenziamento dei controlli sui gestori, oggi insufficienti come si evince dal caso in questione.

Giorgio Abonante

La vicenda Social Domus ha mostrato evidenze che non possono essere dimenticate per evitare che il sistema politico locale commetta gli errori del passato. Intanto la vicenda affonda le radici nel clima politico del passaggio dal vecchio sistema di accoglienza, imperfetto, ma tutto sommato logico, a quello figlio della demagogia che ha scardinato la professionalità degli operatori assegnando risorse scarsissime alle Prefetture e ottenendo come unico risultato il trionfo del pressapochismo e dell’abbandono delle persone.

E nelle città gli effetti si vedono, drammaticamente. I CAS (Centri d’Accoglienza Straordinaria) non funzionano come dovrebbero e il regime di monopolio che hanno prodotto ha generato danni irreparabili, esattamente così come l’egoismo di chi ha usato quei fondi per soddisfare altri interessi.

https://www.lastampa.it/alessandria/2025/12/03/news/corte_dei_conti_social_domus_pagella_ciravegna_sentenza-15420015/?ref=fbppl&fbclid=IwRlRTSAOcxslleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeJEJhnJDoFQQpi1dCZLPgciN66VUqBXbig8IM7lFXiSjz85V9D0yIUZ1sGFM_aem_J8aDzvZHN-ZTErVnMQvUCA

In considerazione di ciò, noi dovremmo andare verso un sistema che potenzi i SAI (Servizio Accoglienza e Integrazione) e riduca i CAS, con l’intento di promuovere una accoglienza più parcellizzata e umana a dispetto delle modalità in monopolio che disumanizzano e favoriscano l’isolamento, con l’auspicio che venga contemporaneamente incentivato il potenziamento dei controlli sui gestori, oggi insufficienti come si evince dal caso in questione.

La città e la provincia si stanno facendo carico di una situazione che supera la capacità ricettiva e di accompagnamento delle persone in disagio, affrontando numeri che mediamente rispetto ad altre realtà del nord non hanno una spiegazione. Oltre 600 persone sono iscritte alla casa comunale come senza fissa dimora, da cui corrisponde un aumento delle difficoltà che oberano la Caritas e  tutti gli enti pubblici o privati che si occupano di affrontare povertà e inconvenienti multipli.

Qualcosa non torna nei numeri, anche se questa storia ovviamente non spiega tutto, solo una parte. Il passato presenta il conto e lo stiamo pagando tutti.

Per prima cosa, il sistema Social Domus non si deve ripetere o non deve continuare a esercitare tale funzione; secondariamente, lo Stato deve capire che la demagogia al potere produce risultati opposti, e questo lo vediamo tutti i giorni; infine, lo Stato quando verrà ad esporre cosa ha in mente per regalarci un bel destino penitenziario da 41bis deve sapere che qui c’è bisogno d’investire sul controllo, sulla presenza delle istituzioni e risorse per valorizzare modelli che includano, formino, educhino e accompagnino persone nella comunità, facendolo in modo serio evitando che si verifichino arricchimenti illeciti.

C’è chi ha valorizzato la mente del disastro Social Domus, anno 2018, nel CDA di un Ipab, ignorando un conflitto d’interesse gigantesco, assegnando proprio alla stessa organizzazione l’accoglienza SAI ex Sprar.  Paradosso (per me apparente) di una politica falsa e ipocrita. Il programma di accoglienza SAI, ex Sprar, affidato a Social Domus, la quale gestiva già i CAS dello Stato, spostò il quadro locale dell’accoglienza su un piano monopolistico. All’epoca ne parlammo ampiamente e non fummo ascoltati.

https://democraticieriformisti.wordpress.com/2018/01/24/gli-errori-del-ministero-dellinterno-sul-modello-di-accoglienza/#more-12283

Si tratta di fare cronaca completa dei fatti non per alimentare tensioni ma per evitare recidive. Perché, al succo delle cose, la vicenda Social Domus ha sottratto mezzo milione di euro ai beneficiari lasciando le persone senza servizi fondamentali per la loro (nostra) salute, sicurezza e integrazione. Una situazione che ha avuto ripercussioni innegabili sul territorio che si è trovato ad accogliere (si fa per dire) un gran numero di persone, cui di fatto sono state abbandonate, ponendo così le basi per insicurezza e tensioni. Del resto, l’arte nel creare emergenze che, rispettando le regole e la logica non esisterebbero, è assai nota.

Con lo scandalo Social Domus abbiamo perso tutti. Istituzioni, partiti, associazioni di categoria interessate, opinione pubblica, tutti noi attiviamo i controlli locali e facciamo pressione sullo Stato affinché queste cose non succedano più. Obiettivo più SAI e meno CAS che sono chiaramente un fallimento.

https://alessandrianews.ilpiccolo.net/2018/12/09/manutenzione-del-verde-pubblico-gratuitamente-dai-migranti-polemica-sullassegnazione/

Il Sindaco

Giorgio Abonante

Classe 1975, all'anagrafe Giorgio Angelo Abonante ma quasi per tutti Abo. Alessandrino doc tanto da diventare Sindaco di Alessandria nel 2022. Laureato in Scienze Politiche è autore del blog fin dalla sua fondazione scrivendo di sviluppo locale

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