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di Roberta Cazzulo

I temi, gli argomenti e i dati riportati successivamente in questo breve post sono stati discussi e soggettivamente interpretati, apportando le proprie esperienze personali, da un pregiato parterre d’imprenditrici femminili: Alessia Crivelli, titolare della nota azienda orafa https://crivelligioielli.com/  Tiziana Prato, titolare della Fia-trac azienda di servizio logistico rappresentante il marchio Toyota https://www.fia-trac.com/azienda/; Barbara Paglieri, delegata provinciale AIDDA https://www.aidda.org/associate/barbara-paglieri/ Gabriella D’Amico, medico anestesista, imprenditrice nel settore agricolo oleario ; nonché Sasha Camperio, Direttore Comunicazione della

fabbrica di cappelli Borsalino https://www.borsalino.com/it_it. L’avvenimento si è svolto nell’artistica cornice del Museo del Cappello, Cs 100 Cannoni 21, Alessandria.

Secondo i dati del Rapporto 2025/2026 della Camera di Commercio di Alessandria-Asti la nostra provincia è la prima in Piemonte per tasso di femminilizzazione.

Con un’incidenza del 23,4%, superiamo la media regionale e nazionale: quasi un’impresa su quattro, nel nostro territorio, è guidata da una donna.

Non è solo una questione di quantità, ma di solidità: secondo l’Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere, le imprese femminili alessandrine mostrano un tasso di mortalità inferiore rispetto a quelle maschili nei primi tre anni di vita, segno di una gestione prudente e resiliente.

Se analizziamo, però, i dati di Unioncamere Piemonte nel mondo delle startup innovative la presenza femminile si ferma ancora al 10%a livello regionale.

Fare impresa per una donna oggi significa ancora dover superare barriere strutturali, a partire ad esempio dall’accesso al credito. I dati territoriali della Banca d’Italia mostrano una realtà amara: a parità di rating e merito creditizio, le imprese femminili in Piemonte pagano mediamente un tasso di interesse superiore di 0,15-0,20 punti percentuali rispetto alle omologhe maschili e le startup a guida femminile ricevono mediamente meno finanziamenti, a parità di progetto.

A questo si aggiunge il nodo della conciliazione vita familiare-lavoro: in un Paese dove il welfare è ancora troppo spesso delegato alle famiglie, un’imprenditrice non deve essere costretta a scegliere tra il lancio del proprio prodotto e la propria vita privata. Siamo ancora noi donne a farci carico di tutto il lavoro di cura.

Il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 51% rispetto al 71% degli uomini, evidenziando un divario di genere significativo.

Inoltre le assunzioni femminili hanno rappresentato solo il 42% del totale. Il gap retributivo di genere rimane un aspetto critico, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre 20 punti percentuali rispetto agli uomini. Pensate appena il 21,3 % dei dirigenti è donna, mentre tra i quadri il genere femminile rappresenta solo il 32,4%

E’ dimostrato che scolasticamente siamo più brave degli uomini purtroppo però questa nostra superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.

Noi donne continuiamo a farci carico della maggior parte del lavoro di cura

Pensate le giornate di congedo parentale utilizzate dalle donne sono state 15 milioni, contro appena 2,8 milioni degli uomini.

Affrontare il problema delle discriminazioni di genere significa agire su tutte gli aspetti del problema, che riguardano il mercato del lavoro, la rete dei servizi, la dimensione familiare e quella culturale.

Viene pertanto chiamata in causa la responsabilità e l’impegno di tutti gli attori istituzionali, politici e associativi, in modo tale da far si che i timidi passi avanti registrati in questi anni diventino l’affermazione di una piena condizione di parità.

L’Equity Design rappresenta lo strumento necessario per progettare un ecosistema più equo, dove il merito possa esprimersi senza condizionamenti di genere. Il dato positivo è che oltre il 50% delle nuove startup piemontesi nate nell’ultimo anno è composto da team misti.

La sfida della politica, ora, è trasformare questa resilienza femminile — che i dati indicano come superiore a quella maschile nei momenti di crisi — in una crescita strutturale e agevolata.

L’obiettivo condiviso tra istituzioni e associazioni di categoria deve essere quello di consolidare questo tessuto economico, affinché Alessandria continui a rappresentare un modello di sviluppo inclusivo e di eccellenza imprenditoriale per l’intera regione.

Roberta Cazzulo

Assessore Personale, Pari opportunità, Politiche sociali, Lavoro e formazione professionale, Tutela animale; Città di Alessandria.

Roberta Cazzulo

Nata a Castelletto d'Orba ma da tredici anni vive ad Alessandria. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche indirizzo Politico-Economico ed il Master universitario in “Innovazione nella Pubblica Amministrazione” presso l’Università degli studi di Genova, oggi lavora presso l’Ente Provincia di Alessandria occupandosi di valorizzazione ed educazione ambientale. Dal 2009 al 2019 è stata Assessore presso il Comune di Castelletto d’Orba. Dal 2022 è Consigliere comunale ad Alessandria e presiede la Commissione Politiche Sociali e Sanitarie.

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