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di Adriano Di Saverio

Ringrazio il Sindaco, Giorgio Abonante e l’assessore Daniele Coloris che, nonostante le difficoltà, sono riusciti ad arrivare a questo importante risultato.

La trasformazione societaria di Amag ambiente da società pubblica a società mista con la gara a doppio oggetto indetta dal consorzio di bacino, permetterà di impostare una nuova politica di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, mediante l’arrivo di capitali nuovi, che potranno essere privati o anche pubblici.  Ciò servirà ad aumentare in modo esponenziale la raccolta differenziata e a raggiungere gli obiettivi che la Regione Piemonte impone.

Alessandria è all’ultimo posto fra i capoluoghi di provincia per la raccolta differenziata, occorre che si appresti a un cambio di passo, anche finanziariamente, la cui sola Amag ambiente non è in grado di fare.

Ma perché si è giunti a questo punto? Proviamo a guardarci indietro, per capire perché abbiamo dovuto ricorre a capitali freschi.

Correva l’anno 2005, la giunta Scagni approvava la raccolta dei rifiuti porta a porta che nel giro di due anni portò nel 2007 la città al record di raccolta differenziata, con percentuali mai più raggiunte e cospicui investimenti in mezzi e personale.

Con lo smantellamento sciagurato del porta a porta, mi si conceda il termine, ma non mi viene in mente altra aggettivazione, effettuato dalla giunta di centro destra successiva, vennero buttate a mare competenze, mezzi, capitali. Tutto ciò per riprendere un sistema di raccolta obsoleto e non certo ecologicamente corretto.

Il successivo massiccio indebitamento del Comune che portò poi al dissesto, fece sì che i trasferimenti e finanziamenti ad Amiu si bloccarono per anni, portando inevitabilmente al fallimento dell’azienda stessa nel 2013.

Non sto a ripercorrere i vari successivi passaggi successivi, ma si arrivò alla chiusura della procedura fallimentare solamente nel 2022.

Come fallimentare concettualmente fu il cosiddetto progetto “Smart City”, dichiarato illegittimo dell’Agcom, dissolto come un fiume nelle sabbie del Kalahari nel delta dell’Okawango

Ecco perché si è arrivati a questo atto di indirizzo e a questa gara a doppio oggetto

Se vogliamo alzare poi il nostro sguardo, l’immissione di capitali nuovi permetterà di adeguarci non solo ai dettami regionali, ma anche a quanto da anni afferma l’Unione Europea: destinare i rifiuti in discarica (o in inceneritori) dovrebbe rappresentare l’eccezione piuttosto che la regola nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Ed ecco spiegato anche perché, da circa 15 anni, si cerchi di promuovere la cosiddetta “Economia Circolare”, cioè progetti e iniziative in grado di recuperare materie “seconde” o di apparente scarto, in modo da non dover consumare nuove risorse o materiali, danneggiando o consumando suolo e acqua.

E in seconda battuta non andremo da nessuna parte se non verrà varata al più presto in Parlamento una legge quadro sui rifiuti che regolamenti la produzione di imballaggi e packaging,  che favorisca  la riduzione dell’iva sulle materie riciclate come plastica e vetro, che penalizzi l’uso di materiali vergini e non vado oltre. Ma pare che la cosa non interessi a nessuno, visto che l’ambiente viene considerato da molti  partiti un argomento di serie C2

Alla luce di queste considerazioni, ben venga quindi la gara a doppio oggetto per il rilancio di AMAG Ambiente

Adriano Di Saverio

Consigliere Comune di Alessandria

Gruppo: Partito Democratico

Il Ponte