di Giorgio Abonante

Sono tornati. Ferie pasquali generose, buon per loro. Dopo aver maramaldeggiato sulla vicenda delle cinghiate sono svaniti nell’esatto istante in cui si è staccato un lastrone di marmo dall’ingresso del Palazzo di Giustizia. E non si sono svegliati dalla digestione della colomba nemmeno quando si è sbriciolato il soffitto della stazione.

È da anni che chiediamo un intervento del Governo Meloni sul nostro Tribunale, lo abbiamo chiesto a Delmastro direttamente quando ci ha regalato 200 detenuti in 41 bis, lo abbiamo chiesto a Nordio recentemente e aspettiamo ancora risposta. Per non parlare dell’infinita attesa sui lavori in stazione. È uno strano modo di concepire il tema della sicurezza quello che si nutre di speculazione sui casi più mediatici per ignorare invece le condizioni del tribunale e di due istituti di detenzione che caratterizzano con la loro presenza una città di provincia riferimento di area vasta come la nostra.

Cadono a pezzi il Tribunale e il carcere Don Soria mentre San Michele, con il 41 bis deciso dall’ex sottosegretario Delmastro e dal suo modo di concepire la politica carceraria, apre a una serie di problemi di sicurezza che la nostra comunità ha il dovere di conoscere e poter affrontare.

Abbiamo presentato allo Stato proposte chiare: rispetto al Tribunale, riqualificazione dell’esistente e trasferimento degli archivi in Valfrè; riguardo al Don Soria, interventi su tutti i piani, totale sanificazione della struttura, personale per la sicurezza interna ed esterna. Garanzie precise sull’enorme rete di relazioni familiari e amicali che con 200 detenuti in 41 bis a San Michele si concentreranno su Alessandria. Aggiungiamo l’attesa infinita dei lavori nella stazione ferroviaria che potrebbero vedere la nascita (oltre a uno spazio riservato ai tassisti) di un polo viaggiatori sicuro, illuminato a dovere e adeguato al livello di una città capoluogo. Senza contare quell’edificio fatiscente fianco stazione che chiediamo, invano, di abbattere ad RFI in ogni tavolo in cui abbiamo avuto l’occasione di incontrarli.

Nell’attesa che il Governo Meloni e le sue articolazioni si sveglino, magari sollecitate dai parlamentari di destra locali, noi ci prepariamo per l’ennesimo Cosp del quale come sempre vi daremo ampio e preciso resoconto.

La Prefettura indicherà la strada e, come nel caso delle zone rosse di qualche mese fa, noi collaboreremo con le nostre forze, come abbiamo sempre fatto. Intanto continuiamo a offrire alla città nuove telecamere con la control room rinnovata, illuminazione pubblica e giovani agenti di Polizia locale.

Certo che la vecchia Lega secessionista andata in scena al funerale di Bossi e quella dell’Esercito italiano in una città di Provincia dell’orgoglioso nord fanno fatica ad andare d’accordo, ma tant’è.

Se, come dice la Lega, c’è un problema politico, è tutto in casa della destra più a destra di tutti i tempi, che non riesce a supportare le FFOO con l’organico necessario per garantire il presidio del territorio.

La polizia locale alessandrina è passata da 60 agenti, ultimo anno della Lega, a 70 in tre anni. Arriveremo a 80 nel 2027. Abbiamo messo telecamere in ogni sobborgo e implementato quelle in città. L’unico investimento che il governo di destra più a destra di tutti i tempi ha fatto in città è portare 200 detenuti 41 bis in città. Chissà se servirà l’Esercito anche per loro.

Il Sindaco

Giorgio Abonante

Classe 1975, all'anagrafe Giorgio Angelo Abonante ma quasi per tutti Abo. Alessandrino doc tanto da diventare Sindaco di Alessandria nel 2022. Laureato in Scienze Politiche è autore del blog fin dalla sua fondazione scrivendo di sviluppo locale

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