Elly Schlein ha delineato alcune proposte per affrontare alcuni nodi irrisolti del sistema economico e sociale del nostro Paese. Sui vari punti toccati, mi soffermo su un paio riguardanti le politiche per impresa e consumatore.
Per le politiche energetiche rafforzare il ruolo dell’Acquirente Unico dell’energia in modo da fornire energia a prezzi stabili alle PMI, forse le più vulnerabili agli shock energetici. Sul caro carburanti inoltre una proposta concreta di accise mobili, ovvero quel meccanismo per ridurre la parte fissa sulla tassazione della benzina utilizzando il gettito IVA aggiuntivo ottenuto durante l’aumento del prezzo del petrolio.
Costruzione di incentivi mirati per mobilitare il risparmio privato verso gli investimenti dell’industria nel settore dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità energetica e rinnovabile. Estendere l’autorizzazione unica sul modello delle ZES in tutta Italia per gli investimenti nelle transizione digitale ed ecologica. Attivare uno sportello unico per gli investimenti che abbia tempi certi (massimo 90 giorni) per la risposta.
Lo sblocco degli investimenti è un punto cruciale per la crescita. In Italia l’ammontare di risparmio si aggira sui 1700 miliardi. Il problema di un deficit di capacità di mobilitazione del risparmio verso gli investimenti è peraltro un problema strutturale anche in altri paesi europei, che rappresenta proprio uno dei maggiori gap con USA e Cina. Su questo punto, due sintomi: il primo, l’ammontare del risparmio privato della famiglie dei paesi europei è il 60% in più rispetto a quello statunitense, ma nonostante ciò i rendimenti medi sono decisamente minori; il secondo, la percentuale di investimenti sul PIL della Cina è pari al 43%, contro il circa 20-25% dei paesi europei.
Infine sul lato della dimensione europea, spingere per il superamento dell’unanimità e nel concreto utilizzare lo strumento della cooperazione rafforzata, che permette ad un nucleo di almeno Nove stati membri di instaurare una cooperazione avanzata su alcuni settori specifici, laddove non vi fosse un accordo unanime in seno all’UE.







