Quando precario è il lavoro ma non solo.
Muore a 42 anni, Pasquale Andriotta, in uno dei suoi ultimi giorni di contratto.
Proprio qualche giorno fa il tema dei rider e delle condizioni di lavoro pessime e sotto il minimo sindacale erano state al centro di un paio di sentenze del Tribunale di Torino e di Milano.
Chiaramente non si attribuisce ad una tragica fatalità la colpa diretta di una vicenda dolorosa. Ma quanto avvenuto al rider a Piacenza deve ancora una volta servire per capire quelle che sono le priorità delle nostre società. Io credo che quella di aumentare le condizioni di benessere materiale, salariale, di stabilità lavorativa per il proprio futuro e di sicurezza sul lavoro siano da considerarsi assolute.
Viviamo una fase in cui lo sviluppo tecnologico potrebbe garantire capacità redistributive del valore aggiunto creato nella società e sicurezza sanitaria e di equo minimo benessere a chiunque. Ma se dobbiamo ancora assistere a disparità molto forti ed in crescita, allora questo sviluppo non lo stiamo indirizzando adeguatamente.
D’altro canto, solo per restare su un esempio di un dato molto significativo, se confrontiamo l’evoluzione dei salari reali negli ultimi 25 anni (dal 2000 ad oggi) di diversi paesi occidentali sviluppati, l’Italia è l’unico che non solo non cresce, ma riesce persino a diminuire: Germania e Francia vedono un incremento di circa il 20%, Spagna del 5%, mentre l’Italia perde circa il 3% (vedi grafico sotto).
Su una piattaforma programmatica questi devono essere alcuni dei punti fondamentali.








