Già per Biden, ancora più per Trump la corsa è tutta quella di difendere il ventre molle dell’advanced technology americana: la ricerca spasmodica di materie prime, in particolare: terre rare, litio, germanio, cobalto, rame. Di qui si capisce la furia di The Donald verso la verginea Groenlandia, gli immensi spazi canadesi, la ricerca sottomarina, il tentativo egemonico sull’Antartide e l’imposizione agli sfortunati ucraini di sfacchinare nelle miniere, accollandosi i velenosi processi di raffinazione in cambio di una presunta tutela militare. Come dire: a voi il lavoro duro e la spazzatura a noi i profitti, secondo il tradizionale modello coloniale britannico.
Franco GavioLa portata della sfida è davvero scoraggiante. L’economia russa è sul piede di guerra, il suo esercito è temprato dalla battaglia e ha un’enorme riserva di armi nucleari. Sebbene l'economia europea surclassi quella russa, un recente rapporto dell'International Institute for Strategic Studies stima che, dopo l'adeguamento al potere d'acquisto, la spesa militare della Russia lo scorso anno (462 miliardi di $) è stata superiore a quella dell'Europa (457 miliardi di $).
Philippe LegrainCome tutti, le persone con disabilità si aspettano che la loro vita sia il più possibile interessante, divertente e serena. Come tutti, le persone con disabilità hanno sogni e desideri. Come tutti, le persone con disabilità hanno bisogno di sostegni. E per partecipare al mondo di tutti, indipendentemente dalle caratteristiche, le persone con disabilità hanno il diritto di pretendere un progetto di vita, personalizzato e partecipato.
Daniela PestarinoE’ dimostrato che scolasticamente siamo più brave degli uomini, superiamo infatti gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) sia tra i laureati (59,9%)purtroppo però questa nostra superiorità nel percorso di studi non si traduce in una maggiore presenza nelle posizioni di vertice nel mondo del lavoro.
Roberta CazzuloCi sono voluti circa 30 anni alla UE per reagire allo “schiaffo” nixoniano nel ’71. La risposta, benché tardiva e pasticciata, fu la costruzione di una moneta comune, l’euro, scommettendo che essa potesse dare corso a una successiva integrazione politica, che però non è mai avvenuta. Questo secondo uppercut trumpiano, per coincidenza a quasi tre decenni di distanza dall’esperimento monetario, finalmente metterà alla berlina quella nociva egemonia franco-tedesca basata rispettivamente sull’ “honneur de l'hexagone” e sull’ordoliberismo germanico, i quali sono stati per anni quei fastidiosi impedimenti, tra diffidenze e recriminazioni reciproche, che hanno bloccato un serio approccio di efficienza sistemica euro-transnazionale.
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