Compiti a casa
Chi interroga, chi viene interrogato e chi non ha mai consegnato.

“Documentatevi”. Così Bruno Vespa, dall’alto di trent’anni di Porta a Porta, a Sabrina Brizzola, 24 anni, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari. Lei diceva che in Italia il diritto allo studio non è pienamente garantito. Lui l’ha interrotta più volte con le statistiche sull’abbandono scolastico: “Quando parlate, voi giovani, documentatevi prima”.

In effetti, sull’abbandono scolastico i numeri, secondo Eurostat, nel 2025 l’Italia è all’8,2%, sotto la media europea del 9,1%. Un risultato vero, da riconoscere. Ma come al solito i numeri vengono utilizzati in maniera parziale. I numeri e i dati sono molti. Presi singolarmente possono dirci una piccola parte della verità, ma possono anche oscurarne molte altre, se non vengono letti nel complesso. Si può quindi dire che Il professor Vespa ha sbagliato anch’egli i compiti. In diretta l’Italia era “in anticipo di un anno” sugli obiettivi europei. Nella puntata di riparazione gli anni erano diventati cinque. Documentarsi, appunto.

Poi sono arrivate le scuse, una settimana dopo, seguite dai dati e da un’altra lezione. Tutto in studio, senza di lei. Microfono, tempi, regia e ultima parola da una parte sola. Più che un confronto, un’interrogazione con il voto già scritto sul registro. La studentessa, però, non parlava di dispersione scolastica. Parlava di università. E su quella i compiti li ha fatti decisamente meglio lei.

Nel 2025 solo il 31,1% dei 25-34enni italiani è laureato, contro il 44,8% della media europea. Siamo penultimi nell’Unione, davanti alla sola Romania, e rispetto all’anno prima siamo pure tornati indietro.

Secondo l’OCSE, in Italia chi non ha genitori laureati parte con uno svantaggio di oltre 50 punti nel raggiungere la laurea. In Svezia e Danimarca il divario è di circa 20. Si chiama ascensore sociale, e da noi è fermo al piano terra. Al professor Vespa consiglio anche di fare una ricerca rapida con un termine: coefficiente di elasticità intergenerazionale. 

Gli studentati pubblici censiti dal ministero offrono 58.827 posti letto, mentre gli studenti fuori sede sono oltre 660 mila. In Europa si offre un posto a un fuorisede su cinque, in Italia a circa uno su dieci. Gli altri pagano l’affitto a prezzi di mercato. Oppure restano a casa.

Le borse di studio oggi coprono quasi tutti gli idonei, il 99,8% secondo il ministero. È un passo avanti, e va detto. Ma ancora a dicembre, in Veneto, oltre 4 mila studenti idonei aspettavano la borsa, secondo l’Udu. Un diritto scritto sulla carta non paga l’affitto a fine mese.

Tra il 2019 e il 2025, poi, il Mezzogiorno ha perso 150 mila giovani laureati, secondo l’Istat. Le valigie non sono un’opinione.

Che i ragazzi tornino a mobilitarsi è una buona notizia per una democrazia che invecchia e vota sempre meno. Stamattina ad Alessandria e in molte città italiane i coordinamenti studenteschi hanno sfilato in Corteo, contro il carovita e per più fondi alle scuole. È la seconda volta in due settimane. Qualcuno sbaglierà un numero: capita a tutti, si è visto. Ma alla prova dei fatti, quello che i ragazzi dicono da anni trova riscontro nei dati. Case che non si trovano, lauree che costano troppo, un Paese che li spinge ad andarsene. Molto più delle rassicurazioni di tanti soloni da salotto, che per anni ci hanno spiegato che andava tutto meglio di come sembrava.

Di questo dobbiamo essere consapevoli.

Insomma, l’interrogazione l’ha fatta Vespa. Ma a guardare il registro, a dover ripassare non sono i ragazzi, ma proprio lui.

Compiti a casa. Per i soloni.

Giorgio Laguzzi

Nato ad Alessandria nel 1984 ha presto lasciato la sua città per conseguire un Dottorato di Ricerca in Logica matematica a Vienna. Ha intrapreso la carriera accademica in Germania per poi tornare in Italia dove è attualmente docente presso l'Università del Piemonte Orientale. Dal 2022 al 2025 ha ricoperto la carica di Assessore del Comune di Alessandria. Dal 2023 membro della Direzione nazionale del PD e dal 2025 riveste il ruolo di segretario provinciale di Alessandria.

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