Non piove, scarnebbia. Ventisei miliardi in cerca di un disegno.

“Niente risorse a pioggia”. Così ieri la presidente Meloni ha presentato la manovra approvata dal Consiglio dei ministri. Ha ragione: non piove. Scarnebbia, come diciamo in dialetto da queste parti.

La presidente blocca un Giorgetti pronto alla fuga. “Resta vie’ qua, se te ne vai pure tu che ci stiamo a fa’”. Pure la rima, forse per meglio rendere la scena teatrale. Nel mentre sgocciola i contenuti della manovra.

Una goccia per Forza Italia: l’aliquota Irpef del 33% si allarga fino a 55 mila euro di reddito, con un beneficio massimo di circa 500 euro l’anno.
Una per la Lega: flat tax per gli autonomi fino a 100 mila euro e un fondo da 850 milioni per andare in pensione a 64 anni. Le regole arriveranno solo nel 2027.
Una per Fratelli d’Italia: per gli under 30, 2.500 euro tassati all’1%, e un salvadanaio da 100 euro per ogni nuovo nato.
E poi le targhe personalizzate, a 600 euro la coppia. Insomma qualche pagnotta e ti lasciano la foto degli spaghetti ai frutti di mare e del vino, ma solo la foto. 

Sia chiaro, non tutto è da buttare. Il congedo parentale cresce di un mese e scende la tassazione sugli affitti a canone concordato. Chiedere oltre 6 miliardi a banche, assicurazioni e società energetiche va nella direzione giusta. Ma terrà? O sarà il noto formaggio fuso sulla McPizza? 

Due cose, però, non tornano. E sono gravi e strutturali, non dettagli.

La prima. Manca un disegno, come richiamano diversi commentatori. Un governo che tratta la politica come un negoziato con i gruppi di interesse inevitabilmente addiziona mance, che a guardar bene sono mancette. Ogni partito di destra porta a casa la sua bandierina, ma il Paese non riceve una direzione.

La seconda. Restano ai margini le questioni che pesano davvero: salta la detassazione delle tredicesime; il Fondo sanitario cresce in valori nominali, ma resta lontano da quanto chiedevano le Regioni e da quanto il sistema richiederebbe; contro il caro carburanti arriva un taglio delle accise di 4 centesimi al litro, valido fino al 7 novembre. Briciole di brioche. 

Il voto si avvicina e i video sensazionalistici della premier travestita da influencer capo deli buttafuori ne danno prova evidente. Di questo dobbiamo essere consapevoli.

Insomma, una goccia per ciascuno e una targa per chi se la può permettere. Ma un Paese che da vent’anni cresce poco e nel contesto geopolitico di questi mesi non si disseta a gocce. 

Autunno. Scarnebbia. 

Giorgio Laguzzi

Nato ad Alessandria nel 1984 ha presto lasciato la sua città per conseguire un Dottorato di Ricerca in Logica matematica a Vienna. Ha intrapreso la carriera accademica in Germania per poi tornare in Italia dove è attualmente docente presso l'Università del Piemonte Orientale. Dal 2022 al 2025 ha ricoperto la carica di Assessore del Comune di Alessandria. Dal 2023 membro della Direzione nazionale del PD e dal 2025 riveste il ruolo di segretario provinciale di Alessandria.