La torta di Giorgetti. Molti ingredienti, poca ricetta.

Una torta. Così ieri il ministro Giorgetti ha descritto la manovra che oggi arriva in Consiglio dei ministri. Gli ingredienti “alcuni li prendo, altri no”, poi tutto in forno. E alla fine si vedrà “se si può mangiare o no”. Insomma una roba tipo quegli influencer di tiktok dove si provano ricette un po’ azzardate. Dopotutto, se giochiamo al ribasso, forse meglio la pizza con il ketchup invece di un sufflé con materiale liquido da defecazione al posto del cioccolato.  

Proviamo allora a guardare dentro il forno.

La manovra vale 23,5 miliardi, ma 14 arrivano dalla flessibilità europea e sono vincolati a energia e difesa. Per tutto il resto rimangono circa 9 miliardi, e con questi si prova ad accontentare tutti. La flat tax per gli autonomi sale fino a 100 mila euro. Il taglio dell’Irpef per il ceto medio esce e rientra dal testo a seconda dell’ora. C’è poi un fondo da un miliardo per una nuova Quota 100, le cui regole si scriveranno a gennaio. Anche dentro la maggioranza di destra c’è chi invoca il notorio “specchietto per le allodole”.

Per i giovani ci sono una mini-Irpef per gli under 30 a basso reddito, una flat tax al 5% per i neoassunti under 35 e una no tax area più ampia per gli under 25. Sicuramente un segnale, ma guarda caso arrivato dopo settimane di piazze. Lo ammette lo stesso Giorgetti: “per i giovani avrei voluto fare di più”. Insomma c’è il ketchup e non la suddetta sostanza liquida, di grazia.  

I problemi però sono due.

Il primo. Uno sconto fiscale aiuta chi un lavoro ce l’ha già, ma non abbassa un affitto. Del fondo affitti e del piano casa chiesti dai sindaci, nelle anticipazioni, non c’è traccia.

Il secondo. Manca una politica industriale. A Novi Ligure oltre 400 persone hanno riempito il Consiglio comunale aperto sull’ex Ilva. Lo stabilimento lavorerà fino a metà novembre e ripartirà a febbraio. Il governo promette incentivi per l’area di Taranto. Ma per Novi?

Una scelta interessante, invece, potrebbe esserci: il contributo chiesto a banche, assicurazioni e grandi società energetiche. Chi in questi anni ha guadagnato di più può dare di più. Giorgetti però già avverte: “abbiamo trovato un accordo fra di noi, ma con le banche…”. Quindi ancora tutto in sospeso, viste anche le spaccature nella destra su questi aspetti. Insomma vedremo se sulla pizza ci sarà la mozzarella di bufala o il formaggio fuso stile McPizza. 

Meloni ha chiesto ai suoi di «tenersi pronti per il voto». Forse la ricetta è tutta qui.

Insomma, venuta bene o no, questa torta è già divisa in troppe fette per sfamare davvero qualcuno. E forse quella sostanza marrone che si scorge non è cioccolato.

Giorgio Laguzzi

Nato ad Alessandria nel 1984 ha presto lasciato la sua città per conseguire un Dottorato di Ricerca in Logica matematica a Vienna. Ha intrapreso la carriera accademica in Germania per poi tornare in Italia dove è attualmente docente presso l'Università del Piemonte Orientale. Dal 2022 al 2025 ha ricoperto la carica di Assessore del Comune di Alessandria. Dal 2023 membro della Direzione nazionale del PD e dal 2025 riveste il ruolo di segretario provinciale di Alessandria.