di Giorgio Abonante

400 persone che arrivano dall’Italia e dal mondo, l’ennesimo successo di San Francesco e l’ennesima opportunità che Alessandria sfrutta per rilanciarsi su questo tipo di turismo e di ricettività, che coinvolge anche il settore alberghiero. Sugli eventi privati (convegni, matrimoni, ecc.) la città di Alessandria è indietro di decenni rispetto ad altri territori e, se vogliamo essere competitivi, dobbiamo cogliere occasioni come questa.

Ospitare molte persone che portano l’immagine di Alessandria fuori dai confini nazionali è un grande risultato. La gestione amministrativa è stata totalmente condivisa con la segreteria generale e il livello dirigenziale competente del Comune. San Francesco ha visto tra il 4 e il 6 ottobre tre eventi sold out con Roberto Livraghi e Andrea Pennacchi per non parlare dell’adesione 2026 al Comitato nazionale nato a Roma proprio per gli 800 anni francescani.

Sia sul piano della fruizione del bene culturale a beneficio di tutti, sia su quello turistico e ricettivo questi momenti sono opportunità grandiose che ci consentono di recuperare risorse da reinvestire sul Complesso.

Andremo avanti su questa strada, con il regolamento d’uso prossimo alla sua approvazione, cercando di continuare sulla direttrice della crescita e dello sviluppo. Questo non toglie che l’obiettivo finale resti quello di fare dello spazio un museo, in attesa che vi siano tutte le condizioni per partire d’intesa con la Soprintendenza.

In questi giorni si sono sprecate polemiche a cui non ho ribattuto per onorare un weekend che per Alessandria è stato meraviglioso: Ottobre Alessandrino, Vegan Festival, Festa del Cristo, Mercato 15121 e molto altro. È andato tutto bene e questo è quello che conta.

Alessandria cresce come città aperta al cambiamento e alla sperimentazione con un ancoraggio solido nella nostra tradizione. Voglio sottolineare che l’evento per me più importante del weekend si è tenuto alla Soms di San Giuliano Vecchio, nella quale con l’aiuto della comunità locale abbiamo ricreato uno spazio di socialità e di servizio (sede per i medici di base) curato e gestito con la collaborazione di tutti.

Tornando alla questione dell’ex San Francesco, non è stata violata nessuna sacralità. San Francesco non è una chiesa, è sicuramente un luogo unico ed evocativo ma rimane un immobile di proprietà del Comune di Alessandria per la cui gestione diretta, piaccia o non piaccia, occorre dimostrare il criterio dell’economicità, in alternativa è obbligatoria la gara. Lo dice la legge e sarebbe bene che chi fa amministrazione locale la conoscesse.

Ma, attenzione, soffocare gli spazi di San Francesco solo con funzione museale potrebbe voler dire sviluppare un discorso per pochi, mentre Alessandria marcia oggi verso un rilancio che interpreta molto bene la sua storia di città soglia, di conflitto e confronto, di laboratorio sociale aperto al dialogo tra persone, imprese, servizi e destini diversi. San Francesco chiuso esclusivamente come spazio museale che parla a sé stesso o come spazio occupato da una miriade di usi locali e gratuiti rischia di essere il manifesto di una sconfitta. Non con il nostro nome.

Sul Complesso di San Francesco abbiamo anticipato ogni risorsa, diversamente, oggi, non ci sarebbe nessunissimo spazio di cui godere. Aspettiamo diversi milioni di euro da Regione e Stato su cui paghiamo interessi passivi per i quali la Corte dei conti ci richiama costantemente. Per l’ultima fase di allestimento invece non abbiamo trovato un euro e andiamo invece verso fine consiliatura con 900.000 euro ottenuti dalla Fondazione CRAL che si aggiungono ad altri 800.000 della Soprintendenza, proprio destinati al Museo. Quindi non solo ci teniamo al Museo ma abbiamo recuperato quel che non c’era. Peraltro mai nessuno di noi ha messo in discussione il progetto di allestimento del Museo. Non abbiamo quindi nulla da nascondere e nulla di cui scusarci: ciò che abbiamo conquistato è frutto di duro lavoro, e oggi ne raccogliamo i risultati.

Qualche numero utile. Per i lavori l’importo rendicontato inviato in Regione è di € 4.643.532,64 e la somma che la Regione ci dovrebbe erogare è pari a € 3.764.786,33. A questa cifra occorre togliere l’anticipazione che abbiamo incassato all’inizio ma che è relativa a tutto il progetto che comprende altre opere. Quindi, aspettiamo una quota intorno ai 3.000.000,00 euro. Per il PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, studentato ex ospedale militare) invece stiamo rendicontando ulteriori 5.000.000,00 euro.

Proprio ieri è arrivata la pronuncia della Corte dei conti che certifica il raggiungimento degli obiettivi intermedi (con la copertura del disavanzo previsto nel piano di riequilibrio) con il problema interessi passivi di cui sopra e, attenzione, con la richiesta di copertura al 36% di tutti i servizi a domanda individuale, in altri termini la gestione di servizi come quelli museali deve ottenere molto di più dal gettito delle tariffe incassate. Ciò giustifica ulteriormente la necessità di recuperare risorse da San Francesco.

Piaccia o non piaccia chi si spende, o si vorrà proporre, come amministratore di questa città deve conoscere questi aspetti e saper offrire soluzioni.

Il Sindaco

Franco Gavio

Dopo il conseguimento della Laurea Magistrale in Scienze Politiche ha lavorato a lungo in diverse PA fino a ricoprire l'incarico di Project Manager Europeo. Appassionato di economia e finanza dal 2023 è Consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Dal dicembre 2023 Panellist Member del The Economist.

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