Il sovranismo degli altri.
Si potrebbe definire così quanto sta realmente avvenendo al sistema Paese Italia, ancor più accentuato dagli ultimi dati dal rapporto di Banca d’Italia sulla finanza pubblica.
Ad attirare l’attenzione non è tanto l’aumento del debito pubblico in sé, fattore strutturale ancor più in questa fase, ma la composizione dello stesso. In estrema sintesi un aumento considerevole della quota detenuta dai colossi di gestione del risparmio statunitensi (Blackrock, Vanguard &co.) insieme ad alcuni grandi hedge fund e parallelamente una riduzione della quota detenuta dalla BCE (sia direttamente sia tramite le banche centrali nazionali).
Il professor Alessandro Volpi ha calcolato in un 11% la quota della prima e una riduzione al 18,7% della seconda. Questo è l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse che porta il debito a riallocarsi dalle BBCC verso i grandi fondi di gestione del risparmio. Da notare però è l’ascesa della quota complessiva dei fondi statunitensi che sale rispetto anche ai loro omologhi europei (francesi e tedeschi in primis).
Sul ruolo dei fondi di gestione del risparmio scriveremo in seguito più del dettaglio, visto il ruolo primario che stanno operando sia sul versante di dialettica/conflitto con Trump per quanto riguarda il debito pubblico USA, sia nel ruolo delle onde finanziarie legate all’Intelligenza Artificiale (NVIDIA) e alla spesa militare e per la difesa (ReArm Europe) ed infine sul ruolo di lenta penetrazione del sistema cinese.






